Expo 2015, costretti a lavorare (gratis)

imagesCAGDIMGBIn una recente intervista il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha dichiarato l’intenzione di “di estendere a tutti coloro che ricevono un sussidio e sono in buone condizioni di salute una sorta di servizio civile, un servizio comunitario”. Cioè, detto in altre parole, di trasformare in volontari coloro che hanno perso il lavoro e ricevono il sussidio di disoccupazione. Il Governo Renzi vuole introdurre surrettiziamente una forma di lavoro sottopagato grazie al quale garantire prestazioni di welfare continuando a tagliare lo Stato sociale in maniera indiscriminata. Una trovata che potrebbe avere il suo banco di prova con Expo 2015 quando si tratterà di reperire gli oltre 18mila volontari per garantire il funzionamento del grande evento.

L’ipotesi del “servizio comunitario”, come la definisce Poletti, è aberrante. Questo perché, da un lato, legittima lo smantellamento del welfare scaricando sulle reti del terzo settore e del volontariato prestazioni essenziali che dovrebbero essere garantire dai vari livelli di governo, a partire dalla Stato fino ai singoli Comuni; dall’altro, creerebbe una sorta di dumping sociale nei confronti dei lavoratori che svolgono mansioni omogenee a quelle che potrebbero svolgere i cd. volontari, con grave danno dei diritti di questi lavoratori.

L’ipotesi di inserire coattamente in progetti di volontariato i beneficiari del sussidio di disoccupazione non è altro che la proiezione sul piano nazionale dell’accordo Expo dello scorso luglio. Tale accordo, infatti, prevede che nei 6 mesi di Expo “lavoreranno” all’interno del sito 18.500 volontari, i quali svolgeranno mansioni del tutto omogenee rispetto a quelle di stewart, hostess e guide turistiche. L’ipotesi del Ministro del Lavoro, pertanto, visto in questa prospettiva non è altro che un sofisticato dispositivo di sfruttamento e di lavoro sottopagato.

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