Jobs act, gli effetti cancerogeni dell’accordo tra Expo e sindacati

Renzi_JobIl Governo Renzi ha varato il decreto legge n. 34/2014 recante “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”. Meglio noto come Jobs act.

Lo scorso luglio, dopo l’accordo tra Expo spa e sindacati sulle modalità di assunzione ed impiego dei lavoratori per i 6 mesi di Expo, a livello nazionale si era aperto il dibattito sulle deroghe da applicare alla legislazione vigente in materia di lavoro per permettere alle aziende di avere mano libera sulle assunzioni in nome di Expo. Questo per intercettare le opportunità di crescita economica che il grande evento avrebbe dovuto portare su tutto il territorio nazionale. A rileggere le dichiarazioni fatte dalle organizzazioni datoriali all’indomani dell’approvazione del “decreto Giovannini” lo scorso luglio, pare proprio che ce l’abbiano fatta senza colpo ferire. Sia per quanto riguarda i contratti a tempo determinato (eliminazione del requisito della causalità per tre anni), che per quanto concerne l’apprendistato (abolizione del piano formativo e dell’obbligo di assunzione di una quota dei precedenti apprendisti). È evidente, quindi, che il Jobs act è la conseguenza logica dell’accordo sindacale del luglio scorso.

Così stando le cose, chi voglia portare avanti un’opposizione ad Expo sul fronte della precarietà e dei diritti dei lavoratori non può prescindere dal provvedimento appena varato dal Governo Renzi e costruire, nelle settimane che ci separano da qui alla Mayday, un fronte ampio contro l’ennesima operazione di “macelleria sociale”.

Questa voce è stata pubblicata in Expo 2015 e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.