Fiera Milano, l’abbuffata sta per finire

Altri 4 lavoratori sono stati reintegrati in Fiera Milano Spa. Da lunedì prossimo torneranno a lavoro nonostante lo scorso 1 ottobre fossero stati inseriti nei 79 messi in cassa integrazione in deroga. Iniziano a vedersi le prime crepe all’accordo aziendale accettato supinamente dalle RSU e votato dai lavoratori sotto ricatto. In una sorta di voto di scambio, lavoro contro silenzio, dai contorni malavitosi. I re-integrati vanno a raggiungere altri 4 colleghi che erano rientrati in azienda giusto due settimane fa.Intanto le azioni messe in campo dai lavoratori e dal Punto San Precario sembrano aver sortito gli effetti sperati. Nonostante il clima di intimidazione che si respira in azienda, testimoniato anche da diversi lavoratori durante l’ultima azione dimostrativa in Fiera dello scorso dicembre, i commenti che è possibile leggere sul sito http://www.milanofiera.net squarciano un pesante tendone di scura omertà.Tra i lavoratori rimasti in azienda serpeggia il dubbio, la voglia di rispondere anche anonimamente ai ricatti di Enrico Pazzali, sua Altezza l’Amministratore delegato. Il principe che mentre denuncia la grave situazione di crisi, conclude accordi milionari in Brasile. Moderno pascià di una corte fatta da 35 dirigenti/vassalli e dove il costo di ogni auto aziendale, tra cui lussuose Passat, basterebbe a coprire il salario annuale di due dipendenti. Per i suoi cani da guardia non vale il dogma della produttività: solo a loro vengono concesse ogni anno ferie dal 20 luglio al 10 settembre. Avreste dovuto vederla la faccia seria del Pazzali davanti ai padri di famiglia che l’ascoltavano in assemblea lo scorso settembre. ‘A chi tocca’ , pensavano mentre il ‘kapo’ iniziava a parlare al microfono. C’è la crisi aveva assicurato con faccia contrita, scimmiottato dai sindacati confederali, e le sue parole erano state amplificate dall’imparziale Sole 24 Ore. Unico media ad aver diffuso la notizia. Peccato che, secondo indiscrezioni pubblicate sul blog dei lavoratori, la sera dopo la firma dell’accordo con cui scaricava sull’Inps il costo della cassa in deroga festeggiava allegramente. Eccola l’etica aziendale meneghina, vanto della nostra cara classe dirigente lombarda. Tracannava nebbiolo e gustava succulente costate arrostite sulle braci di un esclusivo ristorante nell’alessandrino. Buon appetito ma San Precario non molla. E sogni d’oro anche a Graziella Carneri numero uno della CGIL del Commercio. Chissà se anche lei dopo averci dato dei vigliacchi voglia promuovere quelle azioni penali promesse da Pazzali ogni volta che sbircia sul sito. E’ che ci siamo stancati di farci svegliare sudati dagli incubi che evocate. San Precario è qui pronto a rovinarvi la digestione! Toc, toc, ci siete? L’abbuffata sta per finire.

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