Carneri (Filcams Cgil), “L’azienda ha tutto il diritto di licenziare i lavoratori”

Intervista a Graziella Carneri segretaria della Filcams Cgil di Milano sull’accordo che ha messo in cassa integrazione in deroga 85 lavoratori su 350 di Fiera Milano Spa a partire dal 1 ottobre 2010.

E’ vero che le RSU hanno deciso la cassa in deroga per 85 colleghi di fiera Milano?

‘Non sono state solo le RSU ma tutti i lavoratori riuniti in assemblea a votare l’accordo. Su 350 dipendenti ve ne sono stati 8 contrari e 20 astenuti, tutti gli altri si sono detti favorevoli. Del resto non si tratta di licenziamenti ma di cassa integrazione in deroga’.

Ma ai lavoratori è stato detto che al termine della cassa verranno licenziati…

L’azienda può dire quello che vuole i fatti sono che invece dei 150 dipendenti in mobilità richiesti inizialmente dall’azienda abbiamo ottenuto la cassa di un anno per 85 dipendenti. E non è stato facile. Sai quante commesse o lavoratori dei supermercati licenziati non hanno nessuno strumento del genere? So che voi di San Precario potete non essere d’accordo ma questa si chiama libertà di impresa. L’azienda ha tutto il diritto di licenziare i lavoratori.

Ma Fiera Milano non è un’azienda privata, la maggior parte dei soldi del suo capitale azionario sono di proprietà di stato, regione, provincia e comune. Inoltre Fiera Milano è anche un’azienda guardata come un esempio nell’area milanese. Si lega a tutti i progetti di Expo 2015…

Si ma è una spa, non è un’azienda pubblica. E poi nessuno degli enti locali che hai citato ha detto nulla rispetto ai lavoratori. Del resto anche loro sapevano di essere pagati ‘troppo’ rispetto agli altri addetti in fiera e che l’azienda era sovradimensionata. Tutti sapevano che i costi del personale erano troppo alti.

Quindi non è vero che Fiera Milano sia in crisi?

No ma si sta riorganizzando. E’ necessario investire per superare la crisi.

Ma è normale che un’azienda che ha appena speso milioni per acquisirne un’altra licenzi ¼ dei propri dipendenti?

Sì. Le acquisizioni, così come la cassa integrazione, sono viste come un modo per rimanere competitivi sul mercato.

I lavoratori hanno votato la disdetta del contratto integrativo, l’aumento d 36 a 40 ore settimanali, l’eliminazione degli straordinari e tanti altri diritti. E’ stata una scelta condivisa?

No, non hanno votato l’eliminazione dell’integrativo anche se è vero che c’è stata una netta perdita di diritti. Del resto la RSU ha investito molto su questo accordo, che è doloroso. Ha provocato diversi casi difficili ma ripeto ha garantito 1 anno di cassa integrazione a 85 persone. Eravamo partiti però da 150 esuberi, quasi la metà dei dipendenti.

I lavoratori però hanno paura di finire come portieri e bigliettai precari della Best Union, la società a cui la fiera ha appaltato i servizi, costretti a rivolgersi a San Precario dopo 4 mesi senza stipendio.

E’ un rischio più che probabile anche se dove siamo presenti come sindacati è più difficile operare in questo modo.

Non c’era davvero nessun’altro modo di gestire la situazione?

So che voi non siete d’accordo. Cosa avremmo dovuto fare le barricate e poi? Abbiamo garantito 1 anno di cassa in deroga a 85 persone. Nel commercio, credimi, non è poca cosa.

Ma non c’è contraddizione tra la comunicazione che Fiera Milano fa all’esterno, grandi progetti, promesse per un Expo futuro radioso e pieno di lavori e la contemporanea cassa per 85 dipendenti?

Certo anche se sono usciti articoli in merito.


Però non hanno avuto nessun effetto e pochissima diffusione. Non crede che sia una notizia importante per la città di Milano?

Si, ma non abbiamo voluto dare troppa pubblicità alla decisione. Del resto l’accordo l’hanno firmato i lavoratori.

Fiera Milano non è un’azienda simbolo per il nuovo modello economico che in molti stanno tentando di spacciare in vista di Expo 2015? Non crede che il possibile licenziamento di ¼ di dipendenti al termine della cassa sia grave per il futuro di Milano? I lavoratori parlano di una nuova procedura di cassa a gennaio 2011…

Ho capito dove vuoi arrivare. Sì e le prospettive future sono difficili. Questo fatto produrrà licenziamenti a cascata in tutte le società appaltate da Fiera Milano, non solo per gli assunti a tempo indeterminato. Vi sono già esuberi tra le guardie giurate e in altri settori di addetti.

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